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Home Page | Articoli | Strutture lignee
Le strutture lignee e i materiali moderni tra continuità ed innovazione
Tesi di laurea discussa all’I.U.A.V., laureande S. Ariasi, C. Fausti, relatore F. Laner, a.a. 1997-1998.

La tesi ha tentato la difficile strada di dimostrare l’influenza esercitata dalla concezione delle strutture lignee nei “nuovi” materiali quali la ghisa, l’acciaio e il calcestruzzo armato. Se da un lato facilmente dimostrabile la correlazione fra le grandi strutture in legno e le successive in metallo e calcestruzzo armato, dall’altro la sperimentazione condotta sul legno, soprattutto nel Settecento, orientata a determinare la resistenza assoluta, non appare certo che abbia segnato l’inizio della moderna scienza delle costruzioni. E’ indubbio che i primi studiosi si siano formati ed abbiano agito all’interno di una cultura che si è nutrita proprio del disciplinare dei materiali tradizionali e in particolar modo del legno, ma è solo con un materiale come l’acciaio, che presenta caratteristiche di omogeneità e di isotropicità, fino ad allora sconosciute, che si è potuto dare corpo alla teoria dell’elasticità.
Gli studiosi che hanno sperimentato, in Inghilterra e Francia fra Settecento ed Ottocento, le potenzialità del metallo, certamente si erano formati sul disciplinare dei materiali tradizionali, il legno in particolare; la tipologia della capriata lignea, di fatto venne trasferita al metallo. Il legno, certamente ha rappresentato uno dei più significativi elementi nello studio teorico e sperimentale degli elementi inflessi; tuttavia il legno ha sempre fornito risultati divergenti dalle leggi meccaniche, se non con ampia approssimazione. Le leggi meccaniche sono state pienamente convalidate solo con l’avvento dei nuovi materiali, che più si avvicinavano al modello ideale della teoria elastica.

- B. F. de Belidor, La scienza degli ingegneri, 1729, studi sulla trave inflessa.

- Capriata plurimonaco e progetto per la sala di equitazione a Mosca secondo Nicola Cavalieri di San Bertolo, 1831.

- Copertura metallica “a capriate” secondo P. Planat, Encyclopedie de l’architecture, 1887.

M. Guardini